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Monti vede la fine dell'austerity: torneremo a crescere nel 2013


Mario Monti
Mario Monti
Roma, 10-09-2012
L'Italia tornerà a crescere "nel 2013. Questa è la mia attesa". Così il premier Mario Monti ai microfoni di Class Cnbc: "Stiamo svolgendo una profonda spending review nell'ambito dell'amministrazione pubblica italiana, il cui obiettivo è precisamente evitare di dover aumentare l'Iva nei prossimi trimestri o nel prossimo anno".

Niente nuove tasse
"Questa fu una necessita' che dovemmo introdurre a livello legislativo all'inizio del nostro governo, nel novembre del 2011 come parte del contenimento del bilancio per infondere fiducia nei mercati, ma tale esercizio di spending review in atto sta ora offrendoci risorse alternative che possono evitarci di dover incrementare l'iva. Questo è il nostro obiettivo. Ritengo - inoltre - che riusciremo ad evitare anche altri incrementi della pressione fiscale".


La fine dell'austerity
"Sono fiducioso nel ritenere -aggiunge- che la parte del programma relativa all'austerità si ridurrà gradualmente. Serviva ridurre rapidamente il deficit. Quando l'anno prossimo l'Italia raggiungera' l'obiettivo di un bilancio in equilibrio nei termini di un aggiustamento ciclico, allora bisognera' restare su questa strada", ma "non si dovra' piu' essere sottoposti al trattamento necessario per imboccarla".
L'eredità pesante
Nel lungo termine, secondo Monti "l'Italia sarà uno dei primi paesi nell'Unione Europea a raggiungere l'equilibrio di bilancio. E' vero che abbiamo un elevato rapporto debito/Pil ereditato dal passato. Lo ridurremo gradualmente. E' pero' chiaro che una volta
che i mercati realizzeranno che il paese ha completamente modificato il suo comportamento sul fronte del bilancio e che e' sulla strada della disciplina fiscale allora riusciranno a rapportarsi meglio anche a questo stock di debito elevato ereditato dal passato".
La battaglia con lo spread
Per il premier la crescita "avverra' attraverso un declino dei rendimenti dei titoli di stato italiani, poiche' questi tassi d'interesse elevati e persistenti non riflettono ancora i nuovi e migliori fondamentali dell'economia e delle finanze pubbliche italiane, penalizzando sia il governo che ha dovuto pagare alti tassi d'interesse sul proprio debito sia le banche a causa dell'elevato costo del credito".
Pronti ad agganciare la ripresa
"Spero -conclude- che cio' possa gia' verificarsi in un orizzonte di breve- medio periodo e non nel lungo termine. Se i tassi, come gia' sta avvenendo, continueranno a calmierarsi, vi sara' infatti piu' spazio per investimenti e crescita. In secondo luogo ci auguriamo che anche l'economia internazionale inizi a recuperare terreno"

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