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L'Almax di Scandicci produce borse per il cinese più ricco

Arriva la prima commessa cinese per il distretto fiorentino della pelletteria, diventato ormai da tempo la fabbrica creativa delle griffe mondiali del lusso. Il cliente è un nome da tenere bene a mente: Zong Qinghou, 68 anni, l'uomo più ricco della Cina (patrimonio personale nel 2012 stimato da Forbes in 10 miliardi di dollari), proprietario del gruppo distributivo di bibite e alimentari Wahaha e dei mall (in espansione) Waow Plaza, destinati ai cinesi della classe media che cercano il lusso accessibile.

Zong sceglie personalmente i prodotti da vendere nei suoi centri commerciali, e in una delle ultime missioni italiane ha fatto tappa alla Pelletteria Almax di Scandicci (Firenze) per commissionare una linea di borse e accessori rigorosamente made in Italy. L'azienda della famiglia Guerrini produce per brand del lusso e nel 2012 ha realizzato un fatturato di 12 milioni con 85 dipendenti interni e 250 impegnati nella rete di fornitura fomata da 16 piccole e medie imprese.

«Le uniche richieste del signor Zong sono state che si trattasse di prodotti made in Italy - racconta l'amministratore di Almax, Massimiliano Guerrini - e che la linea avesse un nome tipicamente italiano. Abbiamo sempre prodotto per terzi e non abbiamo mai avuto un marchio nostro, così abbiamo deciso di registrare il brand Guerrini, e con quello abbiamo realizzato questa prima collezione che è una sorta di test».

Si tratta di 30 modelli di borse e trolley, oltre a portafogli e cinture, prodotti in vari colori, che nel marzo scorso sono stati esposti nel centro commerciale Waow Plaza a Hangzhou, capitale del Zhejiang (la provincia da cui arriva il 90% dei cinesi d'Italia), per essere proposti a franchisee e buyer.

Ora Almax sta producendo un primo mini-ordine da 200 pezzi, consapevole che la carta che oggi ha in mano potrebbe trasformarsi presto in jolly. «Per adesso si tratta di piccoli numeri e direi che è un investimento sul futuro - mette le mani avanti Guerrini -. Dal 25 al 28 luglio torneremo in Cina e porteremo una seconda collezione, più giovane e frizzante rispetto alla prima e dal costo più basso, in linea con le indicazioni ricevute: vedremo come andrà».

Per Almax non è stato facile interpretare stile e target, sviluppando in autonomia una collezione, soprattutto perché l'azienda era abituata a produrre per griffe che indicano addirittura quanti punti vanno cuciti su ogni centimetro di pelle.

Il cinese Zong, invece, è arrivato a Firenze chiedendo solo una linea di borse e accessori made in Italy, rigorosamente in pelle e non in tessuto, che inizialmente doveva costare circa il 20-30% in meno rispetto alle griffe internazionali, e che ora - sulla base delle ultime indicazioni fornite - dovrà attestarsi su un prezzo pari alla metà dei grandi marchi.

Un cambiamento che è la conseguenza del "nuovo corso" del Governo cinese, che ha messo al bando il lusso ostentato e sembra prediligere prodotti di fascia media.

L'arrivo di commesse cinesi è una novità assoluta per il distretto fiorentino della pelletteria, che finora ha lavorato soprattutto per i grandi marchi italiani e francesi, ai quali nel tempo si sono affiancati gli americani con qualche recente incursione di brasiliani. Ma che, nonostante il buon andamento complessivo (+11,3% l'export nel primo semestre 2013), è alla ricerca di nuovi sbocchi. 

«Noi facciamo i produttori per terzi - conclude Guerrini - e l'anno scorso abbiamo ridotto il fatturato perché alcuni nostri clienti hanno tagliato una parte degli ordini. Ora stiamo cercando nuovi sbocchi, anche perché abbiamo gli stessi dipendenti di fine 2011. Ed è ovvio che il nuovo mercato cinese potrebbe rivelarsi un'opportunità interessante».

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