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Visualizzazione dei post da agosto, 2026

Un centro studi che si presentava come israeliano, firme accademiche utilizzate impropriamente e un indice costruito per mettere in buona luce la Russia e descrivere l’Occidente come privo di sovranità. OpenAI ha bloccato una rete di account provenienti con ogni probabilità dalla Russia. L’intelligenza artificiale era solo un pezzo di un’operazione più articolata, che ha toccato anche il dibattito politico italiano

Un think tank con sede dichiarata in Israele, una platea di esperti di fama internazionale, studi sui rapporti di forza tra Stati e perfino un proprio indice per misurarne la “sovranità”. Dietro quella facciata, secondo OpenAI, c’era però qualcosa di molto diverso: un’operazione d’influenza partita con ogni probabilità dalla Russia, costruita attraverso contenuti accademici copiati o attribuiti agli autori sbagliati e sostenuta sui social anche attraverso l’impiego dell’intelligenza artificiale. È quanto emerge dall’indagine pubblica di OpenAI, che ha portato alla chiusura di un gruppo di account ChatGpt utilizzati per promuovere l’International Burke Institute (IBI), una sedicente “expert community” il cui sito indicava una sede in Israele. L’azienda precisa un punto importante: l’attività individuata proviene “molto probabilmente” dalla Russia, ma il rapporto non attribuisce l’operazione direttamente al governo russo o ai suoi servizi di intelligence. A...