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L'ultima frontiera dei traduttori

Microsoft ha presentato in Cina l'ultimo aggiornamento del suo software "translate as you talk", che traduce da una lingua all'altra in tempo reale. E grazie a un processo di "neural networking" restituisce le frasi tradotte con la stessa voce e intonazione del parlante.

L'ultima frontiera dei traduttori

traduttori vocali funzionano anche bene, ma nel migliore dei casi non riescono a restituire una sensazione di realtà. Non tanto per il timbro della voce, che ormai ha raggiunto una buona qualità, quanto per l'accento e l'intonazione che rivelano palesemente l'artificialità dell'interlocutore.





Consapevole del problema, Microsoft da tempo ha avviato la ricerca per un traduttore universale che superi questi limiti e di recente ha presentato in Cina un progetto sviluppato in collaborazione con l'Università di Toronto. La tecnologia, presentata di recente in Cina, è frutto della collaborazione tra la casa di Redmond e l'Università di Toronto. E la scelta di andare oltre muraglia non è stata casuale perché l'ultima implementazione del traduttore TAYT (translate as you talk, traduce mentre parli) è proprio la capacità di convertire un discorso in tempo reale dall'inglese al cinese.

Rick Rashid, chief research officer di Microsoft, durante la presentazione in Cina ha spiegato il "trucco" di questo nuovo software. A differenza di precedenti sistemi di riconoscimento, basati sull'analisi delle onde sonore e dei modelli di linguaggio per l'interpretazione dei comandi, il nuovo sistema usa un processo di "neural networking", con un algoritmo che fa funzionare il traduttore in maniera simile alla rete neuronale del cervello umano. Ed è così che il risultato dell'elaborazione è quanto di meglio si possa ascoltare in giro nel mondo dei traduttori simultanei automatizzati. Le frasi tornano indietro, dall'inglese al cinese, con una buona conservazione dell'accento e dell'intonazione della voce del parlante.

Ci sono ancora molti margini di miglioramento per il sistema, ma secondo Rashid i tempi per abbattere le barriere linguistiche sono prossimi: «Non dovremo aspettare fino al 22° secolo per avere un traduttore universale come quello che abbiamo visto in Star Trek. Le barriere per capirci l'un l'altro saranno rimosse» ha scritto sul suo blog appena dopo la presentazione.

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